lunedì 7 ottobre 2019

L'ANALISI - Cosa c'è dietro i numeri di mercato

In settembre il mercato dell’auto è andato meglio di un anno fa anche se in parte è dovuto a motivi tecnici che portarono all’anticipo delle immatricolazioni lo scorso anno da settembre ad agosto. Tuttavia globalmente nei nove mesi il 2019 è al di sotto del 2018.

Analizzando i dati dei nove mesi, la prima cosa che colpisce è il crollo di FCA. L’Alfa Romeo è diminuita notevolmente, così come Fiat. La Jeep tiene bene, anche Lancia con la Ypsilon. Il dato FCA tuttavia, preoccupa e molto perché incide sulla produzione delle fabbriche italiane del marchio e di conseguenza sul PIL e sui livelli di occupazione.

I volumi persi da FCA sembrano andare a vari brand e soprattutto a PSA e ai tedeschi di Volkswagen che sommati superano il 30% delle vendite totali del mercato italiano. La vera notizia è questa. Il Governo Italiano e la Fiat stessa, in passato hanno ferocemente contrastato i marchi stranieri decisi a impiantare fabbriche in Italia. Errore strategico che ha bloccato il salutare vento della concorrenza, che nel settore auto è stato fondamentale per stimolare la crescita dei marchi più strutturati. Malgrado le campagne di stampa, 8 vetture su 10 vendute sono benzina o Diesel che è diminuito ma rappresenta sempre un 40% del mercato totale. La demagogia dei governanti, con l’aspra condanna dei motori a gasolio, non sembra influenzare più di tanto le scelte dei consumatori.

La decrescita del Diesel, mese su mese, sembra rallentare e chi fa lunghe percorrenze annuali, non rinuncia al Diesel, oggi più pulito del benzina. La scelta di vetture a gas, GPL o metano è sempre molto sostenuta, confermando l’orientamento al risparmio nell’esercizio dell’auto degli italiani. L’ibrido ormai ha fatto breccia e quest’anno se ne venderanno oltre centomila. L’elettrico si vende, ma i numeri ancora sono irrilevanti. Il consumatore italiano è molto propenso a scegliere le belle auto, ma è anche pragmatico ed ormai tra berline e vetture alte, sceglie queste ultime, magari con quattro ruote motrici. SUV, crossover e fuoristrada crescono da anni e quasi hanno raggiunto le berline. Le note molto dolenti del mercato sono il grande numero di vetture vecchie, inquinanti e poco sicure: ben più di 10 milioni. E questo Governo ancora non decide nulla per mandarle in pensione. Scelta francamente incomprensibile.