lunedì 30 settembre 2019

L'ANALISI - Dal nuovo Governo nulla di buono...

Notizie non buone arrivano da questo Governo per il mondo dell‘auto. Ancora non si è ben capito quali siano le iniziative concrete che intendono introdurre, ma dalle prime indicazioni si comprende come la mancanza di conoscenza del settore sia chiara.

La proposta del bonus di rottamazione da spendere in più anni per trasporto pubblico elettrico, è pura demagogia. Forse sene accorgeranno presto ma una iniziativa di questo tipo è punitiva e destinata a produrre zero effetti sul miglioramento della qualità dell’aria che respiriamo. Il precedente Governo con il sistema Bonus/Malus ha totalmente fallito gli obiettivi che si prefiggeva. Poche migliaia di unità elettriche hanno beneficiato dell’incentivo all’acquisto.

I componenti del Governo non hanno studiato il mercato. Poche sono le vetture elettriche offerte e sono anche care. I punti di ricarica difficili da trovare e non crescono con la velocità promessa tempo fa. L’offerta delle vetture ibride è in aumento ma poche case offrono una gamma completa ed economicamente accessibile. I motori tradizionali a benzina e diesel sono ancora di gran lunga i più venduti , il 90% circa, e le emissioni sono nettamente migliorate. Nel Parco Circolante ci sono dieci milioni di vetture vecchie. Questo è il quadro di riferimento , e se si vuole affrontare il tema dell’inquinamento con serietà e competenza bisogna trovare il modo di sostituire le automobili vecchie con le nuove ma non soltanto elettriche.

Chi possiede una vettura diesel vecchia di oltre dieci anni ben difficilmente ha le risorse economiche per comprare una vettura elettrica che costa alcune decine di migliaia di euro . Il Governo dice di voler migliorare la qualità dell’aria ma le emissioni di CO2 non sono diminuite in questi anni. Le misure introdotte dai vari Esecutivi sono state un chiaro insuccesso. Ora corriamo il rischio che sull’altare dell’ecologia si sacrifichi l’utenza economicamente più debole. Per non produrre altri danni al già gracile settore dell’auto nazionale , che dalla scomparsa di Marchionne , ha perso anche il riferimento di FCA , bisogna affrontare i problemi partendo da una analisi corretta . Spargere fumo sulla base di una non chiara strategia di impegno ecologico non è accettabile e soprattutto non porta il miglioramento della qualità dell’aria “.