venerdì 27 settembre 2019

Ecco il “Manifesto della Mobilità Sostenibile” per le 14 Città Metropolitane


In Italia la fascia di età 14-17 rappresenta il 62,4% dei decessi su strada tra gli under 18, un dato ben superiore alla media europea del 51%. Il nostro Paese conta 11,4 decessi in strada nella fascia di età 0-17 per milione di abitanti, un dato che, nonostante sia inferiore alla media europea di 16, risulta doppio rispetto alla virtuosa Norvegia. Sono i risultati della ricerca “Lo stato dell’educazione alla mobilità e alla sicurezza stradale in Europa. Modelli, obiettivi, casi di studio e dati”, condotta e coordinata nel 2018 dallo European Transport Safety Council (ETSC), che evidenziano la necessità di intervenire nell’educazione alla sicurezza stradale, e più in generale alla mobilità sostenibile, delle giovani generazioni.

In tale contesto e in occasione della Settimana Europea della Mobilità 2019, prende avvio O.R.A. - Open Road Alliance, il progetto sulla mobilità sostenibile dedicato alle scuole italiane promosso da Fondazione Unipolis, la fondazione d’impresa del Gruppo Unipol, e Cittadinanzattiva, presentato a Roma presso il Chiostro del Convento di Santa Maria sopra Minerva.

Il progetto consiste in un percorso formativo e in un contest di idee finalizzati all’elaborazione del nuovo “Manifesto della Mobilità Sostenibile” ed è riservato ai giovani del terzo anno di tutte le Scuole Secondarie di 2° grado delle 14 Città Metropolitane italiane: Bari, Bologna, Cagliari, Catania, Firenze, Genova, Messina, Milano, Napoli, Palermo, Reggio Calabria, Roma, Torino e Venezia. 
Le classi potranno candidarsi a partecipare dal 19 settembre fino al 20 dicembre 2019, compilando il form su  www.progetto-ora.it. L’obiettivo di O.R.A. è di promuovere una nuova cultura della mobilità attraverso nuovi modelli di sostenibilità e di incrementare il coinvolgimento e la partecipazione attiva dei cittadini, in particolare dei giovani, considerando la scuola il luogo di sviluppo di una riflessione più ampia su questi temi. O.R.A. intende stimolare la sensibilità ad un nuovo modello più sostenibile in senso ampio, basato sull’attenzione ai temi ambientali, la sicurezza, la condivisione dei mezzi, un orientamento alla multimodalità e all’interoperabilità oltre che ad un approccio più sostenibile al mondo dei servizi pubblici locali.

Quanto rilevato dalla recente ricerca dell’ETSC è in linea con i dati ACI – ISTAT e Isfort secondo cui, nel 2018, sono aumentati i tassi di mortalità stradale per i più giovani (addirittura per la fascia 15 – 19 anni si registra un aumento del 25,4%), a fronte di una diminuzione generale dell’1,6%. Parallelamente, nonostante il tasso di mobilità sostenibile in Italia sia cresciuto di 10 punti percentuali nel triennio 2015-2017, raggiungendo il 37,9%, il 73,6% di incidenti si verifica sulle strade urbane che si confermano dunque come il luogo di maggiore criticità.

Durante il percorso formativo del progetto - che accompagnerà i ragazzi dalla terza alla quinta classe - verranno alternati momenti informativi sul tema della mobilità a dibattiti, esperienze pratiche e confronti tra i partecipanti. Ogni classe produrrà un elaborato, da inviare entro febbraio 2021: tra questi, una Commissione di valutazione selezionerà le 9 classi finaliste e, sulla base degli elaborati pervenuti, sarà redatto il “Manifesto della Mobilità Sostenibile – La Mobilità del Futuro”.

Successivamente, all’inizio dell’anno scolastico 2021 – 2022, insieme alla premiazione, si svolgeranno le iniziative di presentazione pubblica del Manifesto nelle Città Metropolitane. L’Unità di Ricerca in Psicologia del Traffico dell’Università Cattolica del Sacro Cuore realizzerà inoltre la misurazione di impatto dell’intero progetto, pubblicando l’analisi dell’impatto in termini di aumento della conoscenza, cambiamento di attitudini e comportamenti che il progetto ha generato su tutti gli studenti partecipanti.  L’iniziativa ha ottenuto il patrocinio del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare e di ANCI - Associazione Nazionale Comuni Italiani, con il coinvolgimento anche del Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca.

L’Italia è uno dei pochi Paesi, assieme a Francia, Islanda, Norvegia e Svizzera, che prevede uno spazio dedicato all’educazione alla mobilità e alla sicurezza stradale nella scuola secondaria, ma nessuno di questi Paesi ha un numero minimo di ore per questa “materia” garantito per legge.