venerdì 5 luglio 2019

Lee Iacocca, un gigante dell'automobile

La Ford Motor Company è sempre stata una azienda speciale guidata da grandi leader con grande carisma ed enormi capacità lavorative. Nella mia carriera in Ford ne ho conosciuti alcuni, che per tutti noi erano un punto di riferimento, un faro che accendeva la luce e dava la direzione e i valori. Red Polling, un grande uomo di finanza che prima di tutti intuì la necessità di ristrutturare e razionalizzare i siti produttivi, per continuate a realizzare profitti e così alimentare il continuo miglioramento dei prodotti. Alex Trotman un forte e illuminato scozzese che negli anni 90 concepì la cosiddetta “Ford 2000”, che si organizzò per affrontare le sfide del ventunesimo secolo. Jack Nasser, il grande innovatore, che dalle montagne del Libano a due anni emigrò con la famiglia in Australia e da lì prese il volo con Ford per gestire vari mercati del Pacifico, poi l’Europa e Detroit.

Oggi, tuttavia, dobbiamo ricordare un gigante dell’automobile, Lee Iacocca che ci ha lasciati per sempre. Ero un giovane laureato nel 1970 quando entrai in Ford e Iacocca l’ho soltanto sfiorato, ma per tutti noi era il grandissimo leader che aveva una dote unica: da ingegnere sapeva cosa era l’approccio razionale e concreto alla progettazione; da animale di mercato sapeva dare un anima e trasmettere emozioni attraverso lo stile esterno e gli interni delle auto che progettava.

Un esempio per tutti è stata l’icona Mustang. Nel 1978 lasciò la Presidenza della Ford Motor Company per dedicarsi con passione al recupero industriale e produttivo della Chrysler. Simbolicamente lavorò a salario zero e soltanto dopo il pareggio di bilancio prese dei compensi. Convinse il Governo degli Stati Uniti, tradizionalmente liberista, a garantire i mutui che permisero di finanziare il recupero di Chrysler. Progettò dei mini Van a trazione anteriore, mai visti prima negli States e acquistò AMC la Azienda che aveva la proprietà del prestigioso Brand Jeep.

Lee Iacocca era figlio di immigrati italiani della provincia di Benevento, nato in Nord America,in Pennsylvania, era il classico rappresentante del sogno Americano. Profondamente intelligente e dotato di straordinarie motivazioni, esercitava la leadership con grande acume, coraggio, spirito di iniziativa e innovazione. Nella sua lunga vita, 94 anni, ha avuto anche il tempo di scrivere una autobiografia diventata un best seller mondiale.