mercoledì 10 luglio 2019

L'ANALISI - L'enorme sforzo di rinnovamento

Il mondo dell'auto, mai come ora, è alle prese con un enorme sforzo di rinnovamento. La consapevolezza di produrre vetture sempre più rispettose dell'ambiente, è un fatto acquisito da parte dell'industria, oltre a garantire veicoli sempre più sicuri e di qualità. A fronte di queste certezze, la politica in Italia crea apprensione e disorientamento. Per anni si è fatto credere che bloccando il traffico ogni tanto la domenica si purificava l'aria che respiriamo. Poi si è aggredito il diesel, anche con il contributo di alcuni produttori, dichiarando che bastava proibirne la circolazione per rendere l'aria più respirabile.

La comica finale è poi venuta con i titoli di coda del bonus/malus e la cosiddetta ecotassa. Tassiamo le vetture tradizionali, premiamo l'elettrico e risolviamo tutti i problemi. Cadono le braccia di fronte a queste assurdità. Da quando la politica ha preso l'iniziativa, il livello globale di CO2 è aumentato e non diminuito. Sono anni che gli esperti del settore fanno proposte, ai politici, per realizzare un ordinata e progressiva sostituzione delle vetture più antiche del parco circolante. Nessuno ascolta e in maniera incomprensibile si continuano a promulgare provvedimenti che creano confusione disorientamento e rabbia da parte degli automobilisti. La strada da percorrere è tracciata, soltanto la politica sembra ignorarla. I miracoli non si possono fare nei processi industriali, ma i diesel di ultima generazione sono più puliti. Non è vero che sono il male assoluto. Le auto ibride sono, soprattutto in città e per i modelli meno pesanti, una soluzione da promuovere. Consumano meno, emettono meno gas tossici e sono in continua evoluzione.

L'elettrico è certamente molto importante, ma per ora è un fatto mediatico. Se ne vendono poche unità l'anno, costano care e i punti di ricarica non sono diffusi. I programmi ci sono, ma non sono stati ancora realizzati. La soluzione tecnicamente più efficace per l'ambiente sono le vetture a idrogeno, ma lì il percorso è ancora più lungo. La legislazione impone limiti, a volte assurdi, come riconosciuto in una sentenza della Corte di giustizia Ue, e questi limiti l'industria li riconosce. Tuttavia le fughe in avanti di alcuni politici inesperti debbono essere stoppate alla nascita.