martedì 2 aprile 2019

L'ANALISI - Non confondete mai il low cost dalla strategia dei prezzi

Per capire l'enorme differenza fra low cost e la più raffinata strategia dei prezzi, voglio partire da un esempio. Molto concreto: i voli low cost iniziarono una concorrenza spietata ai treni a lunga percorrenza così nel dicembre del 2004 Trenitalia partì al contrattacco: con l' offerta “Smart Price”, il prezzo del biglietto in Europa e di soli 15 euro per tutti i giorni dell'anno, fino ad esaurimento dei posti dedicati. Ma c’era anche il Roma-Parigi a 25 euro (di giorno) o il Roma-Monaco di Baviera a partire da 29 euro.

Non si trattò di una vera operazione low cost come molti la interpretarono, ma di una strategia di attacco sui prezzi. Così il costo di ogni biglietto fu rivisto per arrivare ad occupare tutti posti e per tutti i chilometri. Una strategia molto diversa quindi dal concetto low cost.

E non è un caso che il nuovo orario era stato realizzato con quella linea che in azienda si definiva “ossessione per il cliente”. Non solo: furono anche inaugurati collegamenti verso la Costa Azzurra e l' Austria grazie a un accordo con le Ferrovie Austriache per il potenziamento dei collegamenti. Intanto Italferr, società d' ingegneria delle Ferrovie dello Stato, si era anche aggiudicata due gare internazionali indette dalla società Lyon Turin Ferroviarie. Le gare riguardavano il coordinamento generale e l' esercizio e manutenzione relativo alla progettazione definitiva della parte comune franco-italiana della sezione internazionale del nuovo collegamento ferroviario Torino-Lione, infrastruttura strategica dell' Unione Europea.