venerdì 3 agosto 2018

L’evoluzione della mobilità secondo Unrae - di ROMANO VALENTE*

Il dove andrà la mobilità è già definito: il Regolamento europeo dispone che dal 2021 i livelli medi di emissione di CO2 delle nuove immatricolazioni dovranno essersi ridotti a 95 g/km, poi ulteriormente ridotte nel 2025 e nel 2030 fino ad un 30% in meno, pertanto, in un futuro ormai non troppo lontano avremo una mobilità Elettrica, Condivisa, Connessa, Autonoma.

Il problema è che il punto di partenza di questo percorso è fatto, nella sostanza, da un parco circolante di 37,2 milioni di auto, con un’anzianità media di quasi 11 anni, delle quali il 20,4% (7,6 milioni) è ante Euro 3, cioè immatricolate prima del 2001.
Circa il 75% di queste auto ha motorizzazioni a benzina e circa il 20% è equipaggiato con vecchi motori diesel.

La brutta notizia è che queste auto escono dal parco circolante con molta lentezza: di 1.380.000 vetture radiate lo scorso anno, solo 540.000 erano ante Euro 3 (39%); a questa velocità occorreranno 14 anni per eliminarle tutte.

Le soluzioni tecnologiche sono già pronte: oggi sono disponibili 15 motorizzazioni diverse, tutte pienamente rispondenti alle normative vigenti, comprese le versioni Benzina e Diesel Euro 6; 9 di queste hanno 713 modelli a listino sul mercato italiano.

Comunque la buona notizia è che l’auto continuerà ad essere centrale nel bisogno di mobilità dei cittadini. Lo conferma uno studio del CENSIS presentato nella Conferenza Stampa UNRAE del maggio scorso, rilevando come gli insediamenti abitativi si siano spostati verso le seconde e terze cinture delle città, mentre perdura lo stato di difficoltà del Trasporto Pubblico Locale che per ragioni economiche e tecniche non riesce a soddisfare la richiesta capillarità di collegamenti.
Insomma, siamo nel pieno di una importante fase di transizione che però ha bisogno di essere gestita nel rispetto di una sostenibilità ambientale e che tenga conto anche di una sostenibilità economica per i cittadini, in particolare per i possessori di quei veicoli ante Euro 3 che probabilmente hanno una maggiore difficoltà economica nell’affrontare l’investimento per un’auto nuova.

Pertanto, l’UNRAE ha dettato un’agenda che si articola su tre punti:
1. Sostituire il vecchio parco circolante attivando una detrazione fiscale (cd. ecobonus) per chi rottama un veicolo ante Euro 3 e acquista un nuovo veicolo Euro 6 o un veicolo usato Euro 5 o Euro 6 e ridurre la pressione fiscale per gli automobilisti (bollo, IPT, superbollo).
2. Investire sull’infrastrutturazione e le smart road con lo sviluppo di stazioni di ricarica standard e rapida, prevedere agevolazioni sui dispositivi di ricarica privati e condominiali e attivare la sperimentazione e diffusione delle soluzioni di guida connessa e autonoma.
 3. Armonizzare gli interventi regolatori della mobilità, con un’azione sentita da molti: l’Istituzione di una Cabina di regia nazionale della mobilità.

Abbiamo in obiettivo di illustrare questa agenda al Decisore Pubblico Nazionale e ai principali Decisori locali per supportarli nei processi che porteranno a definire i provvedimenti sulla mobilità già per il prossimo autunno.



* Romano Valente - direttore generale Unrae